Itinerari: ai confini dell’Italia

Sono molto felice di ospitare nel mio spazio questo bell’articolo sulla mia terra. Grazie a Silvia Wanderlust.

Un bellissimo itinerario tra Italia e Slovenia tra storia, natura e bellissime città!

Sorgente: Itinerari: ai confini dell’Italia

LA DIFFERENZA TRA UN SOGNO E UN OBIETTIVO E’ UNA DATA (Disney)

L’anno scorso, di questi tempi, l’associazione era nata da poco meno di due mesi. Tanti sogni e progetti da realizzare. Nel corso di questo primo anno abbiamo fatto cose che a pensarci, quando abbiamo iniziato ci sembravano quasi impossibili.


Monica, CarolinaElena e Lorena (in ordine sparso) grazie per aver ascoltato i miei sogni, grazie per aver creduto e condiviso i sogni, grazie per avermi permesso di sognare più in grande, grazie per farmi sognare di più, grazie per tutto lo splendido e enorme lavoro che fate per noi. Non è scontato, MAI! Davvero! Grazie perchè continuate a dimostrare che donne intelligenti possono lavorare insieme e a lungo. Grazie per aver contribuito a far diventare i sogni degli obiettivi e, come ha detto quel grande creativo di Walt Disney: La differenza tra un sogno e un obiettivo è una data.
Oggi è la nostra data, oltre l’Atelier, eventi esclusivi, caffè letterari, corsi, dimostrazioni…… care signore e signor Presidente (
doveroso ringraziamento a lui, unico uomo in balia di tante donne) , da oggi fino a domenica noi de L’Infinita Mente Crea con le nostre splendide creative, vi aspettiamo all’Hobby Show di Montichiari stand B20.

SGUARDI

Quante migliaia di sguardi ci scambiamo durante una giornata? Sguardi familiari, scocciati, allegri,contenti, complici, soddisfatti, tristi, amorevoli, innamorati.

folla

Che organo meraviglioso sono gli occhi!

Gli occhi non sanno mentire, per esempio puoi avere le labbra che sorridono ma se sei triste gli occhi lo rivelano subito, puoi fingerti arrabbiato ma se hai gli occhi che ridono non ci crede nessuno o puoi dire che va tutto bene ma se hai gli occhi preoccupati stai mentendo di sicuro!

Metti un giorno al parco per esempio, tu stai lì e ti vedi passare davanti l’umanità intera. Qualcuno lo guardi distrattamente, di qualcun alto incroci lo sguardo e sorridi. Poi succede che vedi una persona, ci scambi uno sguardo, uno solo, e ti viene voglia di scambiarci due parole e non c’è nessuna ragione particolare per farlo, voglio dire, aspetto diversissimo, età diverse ma gli occhi… vedono più a fondo.

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Tu non lo sai ancora e continui a chiacchierare del più e del meno, passi una giornata piacevole, ti scambi i contatti e per un po’ dimentichi.

In seguito, un giorno in cui pensi ad un progetto, questa persona ti viene in mente. Non sai nulla di lei ma a pelle (ecco un altro organo fantastico) sai che potrebbe funzionare.

Ci si rivede, si parla più a lungo, si condividono idee, progetti, obiettivi e sogni e piano piano ci si scopre. Si scopre di avere cose in comune, sensibilità affini, una dose di ironia che non guasta mai, la capacità di ascoltare senza giudicare e anche anche una storia familiare un po’ complicata e originale…

Ecco, quel giorno, che cosa avevano visto gli occhi, cosa c’era in quegli sguardi…. un pezzettino di anima.

Non è poi sempre vero che l’essenziale è invisibile agli occhi…..

IL MONDO DEL FATTO A MANO

Siete una di quelle meravigliose persone che hanno le mani e soprattutto la testa che non riesce a stare ferma un’attimo? Vi piace creare qualcosa con le mani, cose preziose che non potrete mai trovare nei negozi perchè sono fatte con cura certosina per i dettagli e sono sempre uniche, simili magari, ma non esattamente ripetibili?

Buongiorno creative!!!

Ma chi è una creativa? E’ una persona che da una fotografia, un materiale, una frase buttata lì riesce a vedere il progetto e una cosa  materialmente realizzata, e quando ha uno spunto creativo prova, prova e prova ancora.

Prova fino a che l’idea che ha in testa si rispecchia perfettamente con l’articolo che tiene tra le mani, oppure  si ferma quando il risultato diventa ancora migliore dell’idea che aveva in testa perchè provando e riprovando  si accorge di tante piccole cose che possono renderlo ancora migliore di quello a cui aveva pensato.

Si va bene, ok e adesso?????…….Un regalo ad un’amica o a una parente , a volte gradito e a volte meno perchè purtroppo non tutti sanno vedere cosa c’è dietro un articolo autoprodotto.

In seguito, quando una creativa crede in quello che fa cominciano altri tentativi: dove posso pubblicizzarmi e come, dove posso vendere le mie creazioni,  a che prezzo dovrei vendere le mie creazioni( credetemi, parlo per esperienza, questo aspetto importantissimo ha una difficile soluzione) e poi sono comunque in regola dal punto di vista fiscale, come organizzo il lavoro per renderlo produttivo, avrò uno stile proprio mio che mi rende riconoscibile?

Quante domande!!sogna

A questo punto si devono passare ore e ore su internet per capirci qualcosa e sperare di trovare soluzioni appropriate ai propri quesiti. Affidarsi a qualche associazione che raggruppa creativi che hanno più esperienza ( quella di cui faccio parte io è L’Infinita Mente Crea  e, questo è il mio consiglio,  affidarsi ad una realtà che è nata da poco tempo ma che è un concentrato di informazioni e competenza che a mio avviso è il top in questo meraviglioso e variegato mondo.

La CREATIVE BUSINESS SCHOOL ITALIA 

Le fondatrici di questa scuola sono Gabriella Trionfi, Maria Rita Macchiavelli e Carmen Fantasia, tre Super Creative che sapranno indirizzare e consigliare nel campo gestionale, stilistico e fiscale,  tutte quelle che come me non sapevano che pesci pigliare per realizzare il sogno di far diventare la loro passione un vero lavoro. Personalmente ho partecipato al Workshop  di Gabriella Diventa imprenditrice creativa  che mi ha aperto un mondo nuovo, ponendomi in discussione rispetto a quello che creo e facendomi conoscere degli aspetti importantissimi nello sviluppo del mio progetto dei quali ignoravo completamente l’esistenza. Di strada ne ho ancora molta da fare ma una cosa la posso dire, alla domanda di Gabriella dopo l’ultima lezione su come mi era sembrato il workshop , ho risposto che il workshop mi aveva “riaccesa”(capisciammè! :)).

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Per cui date un’occhiata alla proposta della CREATIVE BUSINESS SCHOOL ITALIA, troverete le risposte a tutte le vostre domande e anche di più e vi farà risparmiare un mare di tempo , e il tempo è denaro!

 

I creativi

Oggi affido il mio pensiero ad un’amica creativa: Antonella Guerreschi de I Colori di Glicine che ha saputo esprimere magnificamente un pensiero che ci accomuna tutte. È vero, la strada è lunga e difficile ma noi siamo testarde  come pochi!!! Sappiamo che far realizzare i sogni costa fatica, ma ci crediamo e non molliamo MAI!!!!

“Sono tre anni che provo a fare della mia passione per l’uncinetto il mio lavoro e quindi sono tre anni che mi sono catapultata in questo mondo fantastico, dove ho conosciuto persone meravigliose , grandi artiste.Di natura curiosa ho voluto capire questo mondo e chi ne faceva parte non fermandomi alla prima impressione , volevo capirlo bene e vorrei oggi condividere con voi le mie considerazioni : per noi creativi non esiste una categoria protetta da alcun sindacato o ente , non abbiamo aiuto alcuno , nessun tipo di tutela, contributi , aspettative, ferie, sconti , qualcuno può dire voi non pagate le tasse , non è vero se si sfiorano i 5000 euro annui dobbiamo farlo e con tutto il piacere , ma pur se bravi sono pochi i creativi che arrivano a quella somma ma nemmeno alla metà e sapete perchè? perchè ad un buon prodotto fatto a mano con materiali di buona qualità si preferiscono prodotti cinesi di pessima fattura e di qualità inesistente e per noi? soddisfazioni si, ma anche frasi sgradevoli alle quale rispondi con un sorriso che ti impone l’educazione che ti è stata impartita , ma che ti lascia l’amaro in bocca perche ti rendi conto che ciò che fai con amore non è apprezzato allora voglio dirvi chi è un creativo : il creativo è una persona che lavora un tot di ore indefinito , di notte di giorno , nei week end , nelle feste questo perchè di giorno fa la mamma , il papà , la collaboratrice domestica o si spezza la schiena in fabbrica e poi torna a casa e ricomincia a lavorare per rimanere onesto , per poter pagare le tasse , le bollette per sbarcare il lunario e allora che fai ? scegli la lana , il filo , le pietre , le stoffe migliori per creare qualcosa di unico e inizi a cucire ,sfilare , ricucire rincollare , ti pungi , ti bruci, ti tagli, piangi se ritieni il tuo lavoro imperfetto e allora seppure stanca seppure ti bruciano gli occhi ricominci di nuovo , poi arriva il momento peggiore per noi decidere il prezzo , quello che hai davanti è una tua creatura che ami ,sai che è perfetta , di ottima qualità , sai che il periodo è difficile per tutti e allora decidi un prezzo ONESTO e vi assicuro che sentirsi dire “dai cinesi lo pago meno” “è un lavoretto” magari è un cuoricino dove ci hai cucito a mano 100 perline (non è un lavoretto è un mega lavoro) , vedersi contattata su facebook con una frase tipo “prezzo?” senza un buongiorno senza poi una risposta anche negativa , è MANCANZA di rispetto per il nostro lavoro e per noi come persone ; Quando avete a che fare con un creativo avete a che fare con una persona , una persona sensibile , una persona a cui basta un brava, un grazie, un ciao il creativo MERITA rispetto , considerazione , apprezzamento come qualsiasi altro lavoratore , il nostro non è un passatempo è il nostro lavoro che amiamo e questo RISPETTO ce lo DOVETE. GRAZIE “

DAL DIARIO DI UNA CREATIVA

Venerdì.

Domenica ho un “mercatino”  (lo chiamo così solo per convenzione: https://wordpress.com/post/modellounicoblog.wordpress.com/358) ) in programma, speriamo ci sia bel tempo. Cominciamo a preparare: il contenitore per il packaging: scatole, scatoline, sacchetti e sacchettini, nastri, scotch, forbici, occhiellatore, etichette, biglietti da visita, ah già una penna, pennarello, blocchetto per ricevute.

Cosa porto? Le scarpine sicuramente poi papillons, portachiavi, portacellulari, custodie per tablet, sciarpe, borse, pochettes, astucci.. ah già i biglietti di buon augurio da inserire nelle scatole delle scarpine vanno nel packaging, ok riapriamo il contenitore. Dunque dove eravamo?  Ecco, sì porta agende e le bavaglie? Dove avrò messo le bavaglie!? Vabbè facciamo che questa volta non le porto. Oh mamma come è tardi devo andare al lavoro, domani carico la macchina.

Sabato.

Per fortuna si lavora solo metà giornata. Sbrigo le faccende di casa, giretto in centro con il marito. Torno a casa porto giù per 2 piani senza ascensore 4/5 contenitori pieni di cose e arrivo al garage. Svuoto la macchina dalle cose che contiene abitualmente per cui  fuori racchette palline di tutti i tipi e cesti porta palline. Inseriamo contenitori pieni di cose, cavalletti, assi, tavoli e tavolini, complementi d’arredo, cassette, il gazebo nel suo contenitore, prolunghe elettriche, luci, faretti, riduttori   e i teli impermeabili, speriamo di non doverli usare!!! Risalgo in casa……toh! pioviggina.

In casa preparo la borsa: una bottiglietta d’acqua che non deve mai mancare perchè il più delle volte non sai in che posizione ti metteranno e quanto potresti essere lontana da un qualsiasi punto di ristoro, uno snack per attacchi di fame improvvisi, cellulare con relativo carica cellulare, salviettine, fazzoletti di carta,una maglietta di ricambio.Tesoro, hai degli spiccioli per favore, è meglio avere a disposizione della moneta per dare il resto.

Piove tipo diluvio universale! Ok allora se deve piovere facciamo che venga giù a secchiate per tutta la notte e domani mattina possiamo fare il “mercatino” all’asciutto.

Stanchi? Non ho ancora fatto nulla….

Domenica.

Sveglia alle 6,30, partenza prevista alle 7,30. Non piove! Il cielo è grigio grigio ma forse ci va bene non prendiamo l’acqua!

Si parte. Lungo la strada si mette a piovere e piove talmente forte che non vedo lo svincolo per la località dove sono diretta, vado oltre e mi tocca tornare indietro @##$%&!!°*//!!! Prego che se c’è una divinità protettrice delle creative faccia si che almeno durante il montaggio del gazebo non piova.

Arrivo a destinazione: pioviggina. Vabbè dai poteva andare peggio. Chiedo qual’è la mia postazione e posiziono la macchina vicino. Per fortuna qui ci si può arrivare vicino.

Scarico il gazebo, per fortuna nel frattempo arriva la mia vicina di posto. Facciamo le presentazioni e chiedo gentilmente se mi da una mano a montare il gazebo.

Lei dice subito di sì, in questi frangenti si incontrano sempre persone meravigliose e Sara è il mio regalo di oggi!

Montiamo il mio gazebo compreso il telo impermeabile sul tetto ( la pioggia continua) e poi il suo. Scarico tutto il materiale dalla macchina piazzandolo sotto il gazebo, prendo la macchina e vado in caccia di un parcheggio non a pagamento. Mi va bene! Questa volta è abbastanza vicino.

Torno a piedi, una passeggiata fa bene la mattina presto! Incomincio ad allestire:  metto i teli laterali antipioggia, monto le luci, apro tavolini, cavalletti , stendo i teli stando attenta che non tocchino terra per non bagnarli, tiro fuori ganci, scotch, spago e fascette da elettricista, fisso tutto e poi mi dedico alla disposizione degli articoli cercando di fare una cosa gradevole agli occhi e che possa mettere in risalto quello che faccio.

Un’ora e mezza dopo è tutto sistemato. La mattina passa in fretta, piove, la gente è poca e frettolosa e la pioggia non invita a fermarsi e a guardare, ma la vicinanza di persone simpatiche e lo scambio di informazioni, sensazioni e curiosità  aiuta molto. Arriva l’ora di pranzo  qualche espositore smonta e se ne va deluso dalla mattinata (cosa che non condivido affatto perchè i “buchi” lasciati penalizzano ch rimane) e la via somiglia al deserto dei Tartari ( se non fosse per la pioggia incessante) e noi espositori ne approfittiamo per mangiare un panino.

Verso le due miracolosamente smette di piovere e la via si anima un po’. L’ammirazione e i complimenti della gente che apprezza e capisce cosa c’è dietro agli articoli esposti lenisce un po’ il nostro ego abbacchiato!

Alle 18.00 gli organizzatori ci informano che possiamo iniziare a smontare. Inizio a mettere via gli articoli e per questo ci vuole un po’ di tempo e attenzione, poi via i complementi d’arredo, i teli sui tavoli, chiudo tavoli e cavalletti, stacco le luci e raggruppo tutto sotto il gazebo.

Munita di ombrello (ha ricominciato a piovere) vado  al parcheggio a prendere la macchina e comincio a caricare facendolo nello stesso ordine del giorno prima. Finito di caricare quello che c’è sotto il gazebo chiedo a “Santa” Sara 😀 una mano per chiudere tutto e piegare i teli impermeabili. Faccio lo stesso con lei, chiudiamo le auto, ci salutiamo frettolosamente e bagnate fradice partiamo verso casa.

Tragitto a ritroso e alle 19,30, dopo 12 ore,  sono a casa.

Cosa mi resta di questa giornata? Il guadagno sicuramente no, i più fortunati di noi hanno recuperato a mala pena la quota di iscrizione all’evento. Mi rimane il fatto di aver conosciuto persone fantastiche, la condivisione e l’appoggio di chi vive di passioni come me  e il fatto che anche giornate di m… come queste fanno parte del progetto in cui credo!

Per cui per favore: NON CHIAMATELI MERCATINI!!

p.s. GRAZIE Sara!

RITORNARE ALLE ORIGINI

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Qualche volta fa bene staccare e prendersi tempo per se, un po’ più di mezz’ora/un’ora come succede di solito. Io ho avuto la possibilità di farlo questo  weekend.

Sono andata a trovare mia madre, il che purtroppo, per questioni di lontananza e di tempo capita di rado. Guidando verso est, direzione Friuli ho pensato che la mia vita, fino ad ora, si è svolta nella direttrice dell’autostrada A4.

Da Brescia per le visite ai parenti, si  doveva percorrere obbligatoriamente questa autostrada. I parenti da parte di padre a Vicenza e da parte di madre a Udine, mia sorella si è trasferita a Rovigo, passiamo le vacanze a Sirmione, come si può dire…. una strada, un destino 🙂

Quando ero piccolina, per andare a passare le vacanze dalla nonna materna  i miei punti di riferimento, quelli che mi indicavano che  non mancava molto alla nostra destinazione sono sempre stati 4 sparuti pini marittimi posti in mezzo all’autostrada tra Padova e Venezia. Ebbene quegli alberi sono sempre stati per me motivo di gioia all’andata e tristezza il ritorno.

Una nota doverosa meritano i viaggi di ritorno dal Friuli a Brescia. La macchina, una Bianchina, caricata di tutto e di più, la zia alla guida e la nonna di fianco a lei, io dietro in compagnia di valige e suppellettili vari. In un viaggio che sembrava interminabile, toccando la velocità massima di ben 80 km all’ora, la nonna, che secondo me poteva proprio aver ispirato Carlo Verdone in uno dei suoi film, che ogni tre per due diceva alla zia : -no sta cori!- (non correre) ….  che voleva fermarsi per bisogni fisiologici ogni ora, e secondo me perchè entrando negli autogrill le sembrava di entrare nel paese dei balocchi. I lamenti per la posizione scomoda e la bottiglia di acqua con l’idrolitina e i panini con la frittata per sostentarci. Le mie lacrime di bimba, le vacanze finite, non volevo proprio tornare a casa. Che ricordi!!!

Comunque, che vi devo dire, se potessi io ritornerei a vivere lì. La vita è più a misura d’uomo i ritmi sono più blandi  si riesce a godere ancora delle cose semplici e  poi, se giri l’angolo scopri delle piccole meraviglie come il paese medievale di Valvasone,  un piccolo gioiello.