FASCE PER CAPELLI FATTE A MANO -TANTE, TANTE COSE DA FARE –

Le fasce per capelli handmade by Modello Unico, oltre  il confezionamento cosa c’è dietro?

Oggi al via la sessione fotografica per gli articoli Modello Unico, ovviamente, rigorosamente e forzatamente home made.

Ma prima facciamo un passo indietro. Abbiamo cominciato questa primavera  a confezionare le fasce per capelli, dapprima sottili, giusto un filo colorato tra e capelli e via via, su richiesta, sempre più alte per farle diventare un vero e proprio accessorio moda.

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Il grosso problema è stato, fin dall’inizio , come presentarle.  Abbiamo provato in vari modi ma nessuno ci soddisfaceva fino in fondo.

Così ci siamo armati di pazienza e abbiamo cominciato a cercare su internet delle teste con sembianze femminili per valorizzarle al meglio. Dopo aver provato diverse parole chiave finalmente abbiamo trovato ciò che cercavamo con un giusto compromesso qualità prezzo.

Non volevamo le teste per parruchieri, quelle rosa con occhi e bocca truccati che sembrano uscite da “Carrie la bambola assassina” e che ci fanno venire in mente il piccolo attore del film “Il sesto senso” quando piangendo dice: -Vedo la gente morta!!!!-   PAAAAAURAAAA……..

Abbiamo optato per qualcosa di molto neutro, lo  volevamo  leggermente più artistico ma ahimè, il nostro budget non lo permetteva 😛

Ora iniziamo con le fotografie! Yuppy!21230954_1960531123963569_1696441334385224359_n

 

Prima vediamo che sfondo si addice, meglio chiaro o scuro? Chiaro.

Montiamo il fondale, lo so vi farò ridere ma non abbiamo trovato di meglio che mettere 2 sedie sul tavolo e appoggiare allo schienale un lenzuolo bianco e poi, forza… metti una fascia, fotografa, almeno 2  foto per modello er essere sicuri di averne almeno  una giusta, e poi metti fotografa e togli, metti fotografa e togli, così per almeno 20 modelli.

Fase successiva: guardiamo le fotografie una ad una e regoliamo luminosità e contrasto, tagliamo i bordi , ridimensioniamo, salviamo, facciamo dei collages, prepariamo il post per instagram ed  infine, ora, scriviamo l’articolo per il blog.

Anche questo deve fare chi crea….

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Dal diario di una creativa.

Per info e acquisti contattaci, ti risponderemo entro brevissimo tempo!

Mail: modellounico@tim.it

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Sono selvatica!

Sì, sono giunta a questa conclusione, sono selvatica! Ma non nel senso di rozza  o scontrosa. Sono una persona solitaria , in genere, preferisco stare sola. La solitudine non mi pesa, preferisco stare con le persone per scelta e non per bisogno, preferisco scegliere e non essere scelta. Non mi piacciono le smancerie e posso risultare fredda.

Ma dentro so che ho un cuore generoso, il mio comportamento forse è un retaggio della mia terra, l’ho già detto,  dove si dimostra il bene con i fatti e meno con le parole. Mi piace coltivare l’interiorità, le cose devono avere un interno curato e questo so di trasmetterlo nelle cose che creo.

Devi avere la pazienza e la voglia di scoprire cosa c’è dentro, guardarmi per bene e non solo vedermi, devi scoprire cosa sento e cosa voglio trasmettere altrimenti passa oltre, non siamo compatibili, cerchi altro.

Mi piacciono gli animali selvatici, come i felini o le volpi che sanno stare da soli ma quando decidono di scegliere il prprio branco o un umano da amare sono capaci di tenerezze infinite.

Mi piacciono i luoghi selvatici dove la natura ha il sopravvento come l’isola di Favignana, con la gente schiva e un po’ sospettosa ma se decide di aprire il suo cuore si fa in quattro per te.

Oppure la città di Trapani dove tutto sembra rozzo se guardi l’insieme ma se vai al cuore, guardi il centro, ti accorgi di quanto sia ricca di cultura e di storia.

 

Io, cerco la bellezza, in ogni cosa, cerco di celebrare l‘unicità e la meravigliosa individualità di ogni persona.

 

Ma non cerco la bellezza evidente o la graziosità data da abbellimenti vari, da pizzi e merletti, cerco la bellezza dell’essenziale, fatta da materie prime scelte con cura e da una lavorazione curata nei minimi dettagli.14725645_1081394391981610_7322101982058463756_n.jpg

Cerco, cerco, cerco e ascolto, mi piace ascoltare e non solo le parole, mi piace “ascoltare” gli sguardi e i gesti che sempre svelano più delle labbra che si muovono.

Se mi conosci un pochino e hai letto già qualcosa di me, sai che quando creo tutto parte da una storia, che ho vissuto o magari solo immaginato, ma ci deve essere….perchè è la storia che rende uniche le cose…

…è tutto un equilibrio sopra la follia…

Camminare è bello e fa bene alla salute e a parer mio anche alla mente. Mi capita, qualche volta (forse troppo raramente) la domenica mattina di uscire di casa e camminare senza meta per la città. Un piede dietro l’altro. un po’ di musica nell’auricolare (uno solo perchè mi piace sentire i rumori della vita reale, la musica solo come sottofondo). Gli occhi aperti i sensi tutti accesi e i pensieri che vagano liberi.

E’ una sensazione bellissima, la testa si libera e i pensieri si scatenano, nascono da qualcosa che vedi, un profumo, un graffito su un muro. Questo mi è successo questa mattina e il graffito è quello della foto.18198621_1809756225707727_9113068256142026721_n

FUTURO? Sì, quale futuro? Parlo del mio che a 50 anni suonati non ho ancora smesso di sognare. Il mio futuro in testa ce l’ho e sto lavorando per farlo diventare realtà. Molte volte però prende lo sconforto, Le cose da fare sono tante, per fortuna un lavoro per portare la pappa in tavola c’è e da anche tante soddisfazioni…. ma perchè non basta?

Perchè non voglio accontentarmi! Ho una passione, che coltivo nel tempo libero e che mi fa sentire realizzata. Mi piace creare, usare le mani per dare vita a qualcosa di unico, mi piace progettare, cercare i materiali, studiare la confezione, pensare all’espressione di chi magari riceverà quello che creo in regalo.

Sì, sono una sognatrice, per sentirmi viva dentro devo sognare e progettare ma a volte bisogna sognare piano piano, senza farsi sentire troppo perchè ci sono bisogni impellenti, perchè chi hai vicino ti strattona forte per farti rimanere con i piedi per terra e ti ricorda che le cose importanti sono altre.

Allora pensi che tutto quello che hai fatto e stai facendo non serve a nulla se chi conta per te crede sia solo una perdita di tempo e non porti a niente e anzi, porti via risorse ed energie al tuo lavoro  e agli affetti.

Sono questi i momenti in cui devi sognare piano, solo dentro di te, per non fare spegnere la fiammella che ti arde dentro, per non chiudere la tua valigia dei sogni e buttare via la chiave..

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Ci sono momenti in cui pensi che forse hanno ragione gli altri, che tutto questo tempo investito nel cercare di emergere, di far diventare un lavoro la tua passione sia sprecato che le ore impiegare a creare, guardare, cercare di capire, conoscere, informarsi, imparare , approfondire siano solo fini a se stesse….

Ci sono momenti in cui pensi che tutto il tuo destino sia già scritto e che la tua vita viaggi su binari senza uscita e devi essere grata di averli quei binari.

IO VOGLIO ANDARE A PIEDI, SCENDERE DAL TRENO ED ESSERE LIBERA DI CAMBIARE STRADA.

Ma i dubbi ci sono e tanti perchè pensi che chi ti sta vicino magari ha ragione e che bisogna lavorare tanto e di più per mantenere il lavoro che hai, perche non c’è spazio per altro e tutte le tue energie devono essere spese per mantenere quel lavoro….. soffoco!!!

Allora non c’è altro e non ci può essere altro e se sogni ad alta voce non sei altro che un’ingrata, una perditempo e non ti impegni abbastanza.

Vai avanti, cercando di mantenere una sorta di equilibrio.. e intanto dentro brilli un po’di meno….

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NON SEMPRE LE PICCOLE COSE SONO FATTE CON POCO (storia di un paio di scarpine)

Buongiorno mondo!!! Questo articolo lo dedichiamo alle persone che si avvicinano alla nostra esposizione durante gli eventi a cui partecipiamo. Tanti ci fanno i complimenti e percepiscono cosa c’è dietro un piccolo paio di scarpine.

Altri, la maggior parte purtroppo, non lo immagina lontanamente.

La versione più semplice, le kimono shoes sono composte da 16 pezzi di stoffa .17425034_1244592142328500_2485611851215162036_n

I sandaletti da 28 (nella fotografia ce ne sono 24 ma mancano i 4 pezzetti di velcro che cuciamo per chiuderli).

Ok questi sono i numeri del materiale che dobbiamo disegnare, tagliare, stirare, unire, cucire, rifinire, rivoltare , cucire a mano perchè il rovescio del lavoro non si veda e poi stirare di nuovo. Niente colla che sarebbe più sbrigativa per certi passaggi, della colla non ci fidiamo, il nostro lavoro è fatto da una serie infinita di piccoli punti.

Bene, questa è una parte del lavoro, ma prima c’è la ricerca del tessuto che porta via tempo, perchè per noi è fondamentale l’uso di tessuti particolari e quindi c’è  una ricerca continua in questo ambito. La ricerca dei modelli a cui ispirarci, la costruzione dei prototipi, il risultato che vedete esposto è frutto di numerose prove e non viene presentato finchè il suddetto non ha risposta positiva alla domanda: – Ma io lo comprerei? –

Finita la confezione ci sono le fotografie da fare, i post da pubblicare, seguire social e negozio online, pensare al packaging: scatole, biglietti da visita etichette e nastri e quando ci sono eventi a cui partecipare pensare a come allestire lo spazio per far risaltare al meglio gli articoli che creiamo.

Per ultimo, anche se in fondo è la cosa per la quale si mette in moto tutto ci mettiamo la PASSIONE, la voglia di creare qualcosa di UNICO per celebrare la meravigliosa UNICITA’ delle PERSONE. Perchè la cosa più gratificante è accoglierle in questo mondo sapendo che sono speciali,  è festeggiare la loro bellezza creando qualcosa per ognuna, cercando dall’inizio della loro vita  di ricordare loro  che, in un mondo che massifica tutto e ci vorrebbe tutti uguali, sono bellissime, diverse e create in un unico esemplare. 🙂

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I creativi

Oggi affido il mio pensiero ad un’amica creativa: Antonella Guerreschi de I Colori di Glicine che ha saputo esprimere magnificamente un pensiero che ci accomuna tutte. È vero, la strada è lunga e difficile ma noi siamo testarde  come pochi!!! Sappiamo che far realizzare i sogni costa fatica, ma ci crediamo e non molliamo MAI!!!!

“Sono tre anni che provo a fare della mia passione per l’uncinetto il mio lavoro e quindi sono tre anni che mi sono catapultata in questo mondo fantastico, dove ho conosciuto persone meravigliose , grandi artiste.Di natura curiosa ho voluto capire questo mondo e chi ne faceva parte non fermandomi alla prima impressione , volevo capirlo bene e vorrei oggi condividere con voi le mie considerazioni : per noi creativi non esiste una categoria protetta da alcun sindacato o ente , non abbiamo aiuto alcuno , nessun tipo di tutela, contributi , aspettative, ferie, sconti , qualcuno può dire voi non pagate le tasse , non è vero se si sfiorano i 5000 euro annui dobbiamo farlo e con tutto il piacere , ma pur se bravi sono pochi i creativi che arrivano a quella somma ma nemmeno alla metà e sapete perchè? perchè ad un buon prodotto fatto a mano con materiali di buona qualità si preferiscono prodotti cinesi di pessima fattura e di qualità inesistente e per noi? soddisfazioni si, ma anche frasi sgradevoli alle quale rispondi con un sorriso che ti impone l’educazione che ti è stata impartita , ma che ti lascia l’amaro in bocca perche ti rendi conto che ciò che fai con amore non è apprezzato allora voglio dirvi chi è un creativo : il creativo è una persona che lavora un tot di ore indefinito , di notte di giorno , nei week end , nelle feste questo perchè di giorno fa la mamma , il papà , la collaboratrice domestica o si spezza la schiena in fabbrica e poi torna a casa e ricomincia a lavorare per rimanere onesto , per poter pagare le tasse , le bollette per sbarcare il lunario e allora che fai ? scegli la lana , il filo , le pietre , le stoffe migliori per creare qualcosa di unico e inizi a cucire ,sfilare , ricucire rincollare , ti pungi , ti bruci, ti tagli, piangi se ritieni il tuo lavoro imperfetto e allora seppure stanca seppure ti bruciano gli occhi ricominci di nuovo , poi arriva il momento peggiore per noi decidere il prezzo , quello che hai davanti è una tua creatura che ami ,sai che è perfetta , di ottima qualità , sai che il periodo è difficile per tutti e allora decidi un prezzo ONESTO e vi assicuro che sentirsi dire “dai cinesi lo pago meno” “è un lavoretto” magari è un cuoricino dove ci hai cucito a mano 100 perline (non è un lavoretto è un mega lavoro) , vedersi contattata su facebook con una frase tipo “prezzo?” senza un buongiorno senza poi una risposta anche negativa , è MANCANZA di rispetto per il nostro lavoro e per noi come persone ; Quando avete a che fare con un creativo avete a che fare con una persona , una persona sensibile , una persona a cui basta un brava, un grazie, un ciao il creativo MERITA rispetto , considerazione , apprezzamento come qualsiasi altro lavoratore , il nostro non è un passatempo è il nostro lavoro che amiamo e questo RISPETTO ce lo DOVETE. GRAZIE “

DAL DIARIO DI UNA CREATIVA

Venerdì.

Domenica ho un “mercatino”  (lo chiamo così solo per convenzione: https://wordpress.com/post/modellounicoblog.wordpress.com/358) ) in programma, speriamo ci sia bel tempo. Cominciamo a preparare: il contenitore per il packaging: scatole, scatoline, sacchetti e sacchettini, nastri, scotch, forbici, occhiellatore, etichette, biglietti da visita, ah già una penna, pennarello, blocchetto per ricevute.

Cosa porto? Le scarpine sicuramente poi papillons, portachiavi, portacellulari, custodie per tablet, sciarpe, borse, pochettes, astucci.. ah già i biglietti di buon augurio da inserire nelle scatole delle scarpine vanno nel packaging, ok riapriamo il contenitore. Dunque dove eravamo?  Ecco, sì porta agende e le bavaglie? Dove avrò messo le bavaglie!? Vabbè facciamo che questa volta non le porto. Oh mamma come è tardi devo andare al lavoro, domani carico la macchina.

Sabato.

Per fortuna si lavora solo metà giornata. Sbrigo le faccende di casa, giretto in centro con il marito. Torno a casa porto giù per 2 piani senza ascensore 4/5 contenitori pieni di cose e arrivo al garage. Svuoto la macchina dalle cose che contiene abitualmente per cui  fuori racchette palline di tutti i tipi e cesti porta palline. Inseriamo contenitori pieni di cose, cavalletti, assi, tavoli e tavolini, complementi d’arredo, cassette, il gazebo nel suo contenitore, prolunghe elettriche, luci, faretti, riduttori   e i teli impermeabili, speriamo di non doverli usare!!! Risalgo in casa……toh! pioviggina.

In casa preparo la borsa: una bottiglietta d’acqua che non deve mai mancare perchè il più delle volte non sai in che posizione ti metteranno e quanto potresti essere lontana da un qualsiasi punto di ristoro, uno snack per attacchi di fame improvvisi, cellulare con relativo carica cellulare, salviettine, fazzoletti di carta,una maglietta di ricambio.Tesoro, hai degli spiccioli per favore, è meglio avere a disposizione della moneta per dare il resto.

Piove tipo diluvio universale! Ok allora se deve piovere facciamo che venga giù a secchiate per tutta la notte e domani mattina possiamo fare il “mercatino” all’asciutto.

Stanchi? Non ho ancora fatto nulla….

Domenica.

Sveglia alle 6,30, partenza prevista alle 7,30. Non piove! Il cielo è grigio grigio ma forse ci va bene non prendiamo l’acqua!

Si parte. Lungo la strada si mette a piovere e piove talmente forte che non vedo lo svincolo per la località dove sono diretta, vado oltre e mi tocca tornare indietro @##$%&!!°*//!!! Prego che se c’è una divinità protettrice delle creative faccia si che almeno durante il montaggio del gazebo non piova.

Arrivo a destinazione: pioviggina. Vabbè dai poteva andare peggio. Chiedo qual’è la mia postazione e posiziono la macchina vicino. Per fortuna qui ci si può arrivare vicino.

Scarico il gazebo, per fortuna nel frattempo arriva la mia vicina di posto. Facciamo le presentazioni e chiedo gentilmente se mi da una mano a montare il gazebo.

Lei dice subito di sì, in questi frangenti si incontrano sempre persone meravigliose e Sara è il mio regalo di oggi!

Montiamo il mio gazebo compreso il telo impermeabile sul tetto ( la pioggia continua) e poi il suo. Scarico tutto il materiale dalla macchina piazzandolo sotto il gazebo, prendo la macchina e vado in caccia di un parcheggio non a pagamento. Mi va bene! Questa volta è abbastanza vicino.

Torno a piedi, una passeggiata fa bene la mattina presto! Incomincio ad allestire:  metto i teli laterali antipioggia, monto le luci, apro tavolini, cavalletti , stendo i teli stando attenta che non tocchino terra per non bagnarli, tiro fuori ganci, scotch, spago e fascette da elettricista, fisso tutto e poi mi dedico alla disposizione degli articoli cercando di fare una cosa gradevole agli occhi e che possa mettere in risalto quello che faccio.

Un’ora e mezza dopo è tutto sistemato. La mattina passa in fretta, piove, la gente è poca e frettolosa e la pioggia non invita a fermarsi e a guardare, ma la vicinanza di persone simpatiche e lo scambio di informazioni, sensazioni e curiosità  aiuta molto. Arriva l’ora di pranzo  qualche espositore smonta e se ne va deluso dalla mattinata (cosa che non condivido affatto perchè i “buchi” lasciati penalizzano ch rimane) e la via somiglia al deserto dei Tartari ( se non fosse per la pioggia incessante) e noi espositori ne approfittiamo per mangiare un panino.

Verso le due miracolosamente smette di piovere e la via si anima un po’. L’ammirazione e i complimenti della gente che apprezza e capisce cosa c’è dietro agli articoli esposti lenisce un po’ il nostro ego abbacchiato!

Alle 18.00 gli organizzatori ci informano che possiamo iniziare a smontare. Inizio a mettere via gli articoli e per questo ci vuole un po’ di tempo e attenzione, poi via i complementi d’arredo, i teli sui tavoli, chiudo tavoli e cavalletti, stacco le luci e raggruppo tutto sotto il gazebo.

Munita di ombrello (ha ricominciato a piovere) vado  al parcheggio a prendere la macchina e comincio a caricare facendolo nello stesso ordine del giorno prima. Finito di caricare quello che c’è sotto il gazebo chiedo a “Santa” Sara 😀 una mano per chiudere tutto e piegare i teli impermeabili. Faccio lo stesso con lei, chiudiamo le auto, ci salutiamo frettolosamente e bagnate fradice partiamo verso casa.

Tragitto a ritroso e alle 19,30, dopo 12 ore,  sono a casa.

Cosa mi resta di questa giornata? Il guadagno sicuramente no, i più fortunati di noi hanno recuperato a mala pena la quota di iscrizione all’evento. Mi rimane il fatto di aver conosciuto persone fantastiche, la condivisione e l’appoggio di chi vive di passioni come me  e il fatto che anche giornate di m… come queste fanno parte del progetto in cui credo!

Per cui per favore: NON CHIAMATELI MERCATINI!!

p.s. GRAZIE Sara!

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Ovvero: capacità di svolgere più operazioni contemporaneamente, ovvero: DONNA!

Ma quante cose devono fare le donne ogni singolo giorno? Questa non vuole essere un’affermazione contro gli uomini che poveri cristi anche loro hanno il loro bel da fare, ma solo una constatazione sui variegati impegni delle donne.

acquaIl bicchiere sul comodino.

La sera , prima di andare a letto prendo sempre un bicchiere d’acqua da tenere sul comodino, così se mi viene sete non mi devo alzare.

La mia sveglia umana (mio marito) si sveglia alle 5,15. Aspetto 10 minuti e poi mi alzo perchè mi sembra brutto non salutarlo prima che esca e comunque, come ho detto recentemente, le ore mattutine mi servono per fare le cose che amo fare.

Ok, dicevamo mi alzo e vado in cucina faccio  il caffè, saluto no marito che esce, torno in camera, apro le finestre, penso di prendere il bicchiere ma la caffettiera chiama e devo andare a spegnere il fuoco. Prendo il caffè e  accendo il portatile per sbrigare un po’ delle mie faccende: mail, siti, social, un po’ di tg per vedere cosa è successo nel mondo e poi si inizia con le faccende. Bagno, cucina , sala  camera da letto… ah già il bicchiere, quando finisco in camera lo porto in cucina.

Fatto il letto, sistemato spazzato.. driiiin!, vado in sala a rispondere al telefono, è la mia amica che mi chiede se ho tempo per il caffe, no oggi non posso, due chiacchiere, saluti, metto giù il telefono. Santo cielo le 10,30!!!! Alle 11.00 ho  una lezione devo prepararmi e scapicollare in macchina fino al centro sportivo. Nel frattempo mi chiama mio figlio: mamma io ed Anna possiamo venire a pranzo da te? Certo, che bello, sono sempre felice quando vengono a trovarmi! Finita la lezione, spesa veloce, a casa metti su l’acqua e il sugo. Ah già dovevo portare il bicchiere in cucina. Driiin il campanello suona, ciao ragazzi come state? dai prepariamo la tavola, chiacchiere serene , sparecchiamo, ci salutiamo, metto in ordine, quel tanto che basta!

Sono le 14,30 devo andare in posta prima del lavoro , vado in camera mi cambio, volo in posta e vado al lavoro. Bambini belli, bravi, buoni, capricciosi, svogliati, iperattivi, volenterosi da gestire fino alle 19,00. Torno a casa, mi  cambio, cena da mettere in tavola, rispondere alle mail, salutare mio marito. Ciao come è andata la giornata? Bene bene, vado in camera a cambiarmi

Ok tra poco è pronto.

Dopo 5 minuti torna con il bicchiere in mano: -ma in tutto il giorno non hai avuto tempo di portare il bicchiere in cucina? Sarai passata dalla camera almeno 20 volte!-

…..ah già, il bicchiere…………………………………………..

Ditemi che capita anche a voi, vi pregooooo!!!!